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Il meglio è nemico del bene

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Tendiamo a credere che, se cerchiamo abbastanza a lungo, troveremo l’opzione migliore. Ma nella realtà, questo è quasi impossibile.

Le possibilità sono semplicemente troppe. Le informazioni a nostra disposizione sono sempre incomplete. E la nostra mente non è attrezzata per confrontare tutto in modo perfetto — così ricorriamo a scorciatoie mentali. Il paradosso è che questo ci allontana spesso dai nostri obiettivi originali. Avere troppe scelte può lasciarci sopraffatti. E anche dopo aver preso una decisione, possiamo ritrovarci ansiosi, a chiederci se ci fosse un’opzione migliore che ci è sfuggita.

Prova il satisficing

Se ti senti bloccata dalla pressione di trovare la scelta migliore, esiste un altro approccio alle decisioni: il satisficing.

La parola è la fusione di satisfy (soddisfare) e suffice (essere sufficiente), ed è stata introdotta dall’economista e psicologo Herbert Simon. Significa scegliere un’opzione che è abbastanza buona — e poi andare avanti.

Il satisficing non significa abbassare gli standard. Significa scegliere ciò che funziona per te, invece di inseguire qualcosa di perfetto che potrebbe non esistere.

Perché “abbastanza buono” può fare meglio

La ricerca mostra che le persone orientate a massimizzare — quelle che cercano sempre il meglio assoluto — tendono a sentirsi meno soddisfatte. Sono più inclini ai rimpianti, al confronto con gli altri e a rimettere in discussione le proprie scelte anche dopo averle prese.

Chi tende invece al satisficing è più in pace con le proprie decisioni. Non perché le scelte siano oggettivamente migliori, ma perché si concedono di sentirsi soddisfatte di ciò che hanno scelto.

A volte, l’obiettivo non è trovare il meglio.

È fare una scelta abbastanza buona — e poi viverla pienamente.

Scrivimi se vuoi esplorare come il perfezionismo o la difficoltà a prendere decisioni ti stanno influenzando.

Written by Heeyeon Chu, Ph.D. — Counselor bilingue specializzata in individui globalmente mobili e famiglie multiculturali.